SCRITTI DI FRANCO GALIA

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

     
  novembre 1997
Da bambino, il mio luogo di gioco preferito era la foce del fiume Salso, un posto selvaggio e pericoloso ma tanto affascinante. Io e altri coetanei, ogni anno, costruivamo una zattera di legno e affrontavamo la traversata da una sponda all'altra. Raccoglievamo le tartarughe palustri che popolavano in abbondanza le rive del fiume; osservavamo i pescatori all'opera; i guizzi delle Anguille; i nidi dei Fratini e delle Pernici di mare; ascoltavamo i versi degli Occhioni, dei Gruccioni e dei Corrieri piccoli. La zona della Playa era un'immensa palude, una zona umida vero paradiso per l'avifauna stanziale e migratrice.
 
Per chi svolge questa professione, la cosa indispensabile é la passione. E' questa che ti da quel qualcosa in più e che ti consente, a fronte di incredibili sacrifici, di tirare avanti con grande fiducia e amore per quello che fai...
 
  13 settembre 2003
...Solo sapendo osservare e ascoltare gli altri, le cose e dentro di se, che si cresce. Siamo tutti in viaggio e guai a pensare di essere arrivati. E poi a me piace illudermi, sognare...proprio come dice Renato Zero in una delle sue canzoni "è meglio fingersi acrobati che sentirsi dei nani" ma con umiltà.
 
  4 aprile 2006
Finché sarò in vita darò il massimo ovunque mi trovo.
 
  12 luglio 2006
...sono ancora a casa costretto da una strana febbre che non mi consente di fare nulla. Che dire, come faccio a trasmettere sentimenti se non riseco più a fare le cose di prima. In ospedale sognavo i cieli stellati di Torre Salsa! Dopo quasi un anno sono tornato a percorrere quei luoghi notturni sotto la meraviglia del cielo stellato ma non ho più rivissuto le emozioni di prima, la mia salute non mi consente più di assaporare come ho vissuto. Guardando te, voi, mi sono sentito "Nulla" a confronto con la vostra sincerità, con il vostro affetto, con la vostra generosità. Mi avete dato voi quelle emozioni che prima mi dava Torre Salsa, é come se voi aveste preso i suoi profumi, la sua bellezza, la sua energia. Che fortuna averti incontrato! Non ho mai capito come mai il buon Dio nella mia vita mi ha sempre affiancato a persone "grandi" nella semplicità umana/materiale... Quando ti va di venire a Torre salsa, non devi chiamare, Torre Salsa è anche tua. Per la tua generosità non ho parole... li conserverò per fare qualcosa d'importante per la nostra Torre Salsa.
 
  15 settembre 2006
Sono al terzo giorno di degenza e tutto procede bene, da due giorni faccio la chemio ... Ho iniziato a leggere l'ultimo libro di Pratesi "I cavalieri della grande laguna", è molto bello e ricco di informazioni sulla migrazione, sul Cavaliere d'Italia e altre specie. Appena torno te lo regalo perché penso che per chi come noi ha avuto la fortuna di osservare in miniatura questo straordinario evento planetario può apprezzare a fondo il racconto semplice e profondo di Fulco. 
 
  4 marzo 2007
…Penso di essere un paziente modello, qui sono tutti gentilissimi e professionali, non sembra un ospedale. Quando non sto male mi sento in vacanza. Comunque ho voglia della mia libertà, di tornare tra i sentieri, di dedicarmi agli altri. In questi ultimi anni tortuosi e tormentati ho imparato tanto... ho scoperto che esiste tanta gente che soffre, che ha bisogno di cose essenziali per vivere e io, "ricco", sto ad osservare e a volte ho pure il coraggio di lamentarmi…
 
 5 marzo 2007

…E' vero, ho una bellissima famiglia! Non ne parlo mai perché ho un legame troppo forte che a volte esternamente non do a vedere. Si, è vero, sono una persona fortunata. Sono sempre stato circondato da persone eccezionali... Quasi quasi mi viene da dire (ma non lo dico...) "meno male che mi sono ammalato..."

…Oggi ci vedo meglio, do il valore giusto alle cose. Ieri, mentre pulivo dalle e-mail inutili la mia casella di posta, ho rivisto un messaggio sulla strage di bambini in una scuola Russa con allegata una immagine che riprendeva i visi senza vita di due bambini. Come si può sopportare tutto questo? In nome di quale libertà, di quale popolo, di quale umanità? E ognuno di noi come può non avere la propria piccola responsabilità? E allora mi chiedo perché non ho fatto di più...eppure io mi occupo di esseri ancora più indifesi che non hanno diritti, l'unica via che trovo nella mia coscienza è fare qualcosa di più...!!!

 
Riposerò sotto il gelso della vita, il gelso di mio padre e del padre di mio padre. Ritornerò alla terra che mi ha generato, sarò contento di aver finalmente completato questo mio viaggio. Sarò al sicuro sotto la sua ombra e nutrirò le sue radici. E anche dopo questa vita potrò seguire le rotte dell’aquila, smarrirmi nel pensiero, volteggiare tranquillo. Quella sarà la mia eterna casa.
 

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