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Riposerò sotto il gelso della vita, il
gelso di mio padre e del padre di mio padre. Ritornerò alla terra
che mi ha generato, sarò contento di aver finalmente completato
questo mio viaggio. Sarò al sicuro sotto la sua ombra e nutrirò le
sue radici. E anche dopo questa vita potrò seguire le rotte
dell’aquila, smarrirmi nel pensiero, volteggiare tranquillo. Quella
sarà la mia eterna casa. |
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5 marzo 2007 |
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…E' vero, ho una
bellissima famiglia! Non ne parlo mai perché ho un
legame troppo forte che a volte esternamente non do
a vedere. Si, è vero, sono una persona fortunata.
Sono sempre stato circondato da persone
eccezionali... Quasi quasi mi viene da dire (ma non
lo dico...) "meno male che mi sono ammalato..."
…Oggi ci vedo meglio, do il valore giusto alle cose.
Ieri, mentre pulivo dalle e-mail inutili la mia
casella di posta, ho rivisto un messaggio sulla
strage di bambini in una scuola Russa con allegata
una immagine che riprendeva i visi senza vita di due
bambini. Come si può sopportare tutto questo? In
nome di quale libertà, di quale popolo, di quale
umanità? E ognuno di noi come può non avere la
propria piccola responsabilità? E allora mi chiedo
perché non ho fatto di più...eppure io mi occupo di
esseri ancora più indifesi che non hanno diritti,
l'unica via che trovo nella mia coscienza è fare
qualcosa di più...!!!
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4 marzo 2007 |
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…Penso di essere un
paziente modello, qui sono tutti gentilissimi e
professionali, non sembra un ospedale. Quando non
sto male mi sento in vacanza. Comunque ho voglia
della mia libertà, di tornare tra i sentieri, di
dedicarmi agli altri. In questi ultimi anni tortuosi
e tormentati ho imparato tanto... ho scoperto che
esiste tanta gente che soffre, che ha bisogno di
cose essenziali per vivere e io, "ricco", sto ad
osservare e a volte ho pure il coraggio di
lamentarmi… |
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15 settembre 2006 |
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Sono al terzo giorno
di degenza e tutto procede bene, da due giorni
faccio la chemio ... Ho iniziato a leggere l'ultimo
libro di Pratesi "I cavalieri della grande laguna",
è molto bello e ricco di informazioni sulla
migrazione, sul Cavaliere d'Italia e altre specie.
Appena torno te lo regalo perché penso che per chi
come noi ha avuto la fortuna di osservare in
miniatura questo straordinario evento planetario può
apprezzare a fondo il racconto semplice e profondo
di Fulco. |
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12 luglio 2006 |
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...sono ancora a casa
costretto da una strana febbre che non mi consente
di fare nulla. Che dire, come faccio a trasmettere
sentimenti se non riseco più a fare le cose di
prima. In ospedale sognavo i cieli stellati di Torre
Salsa! Dopo quasi un anno sono tornato a percorrere
quei luoghi notturni sotto la meraviglia del cielo
stellato ma non ho più rivissuto le emozioni di
prima, la mia salute non mi consente più di
assaporare come ho vissuto. Guardando te, voi, mi
sono sentito "Nulla" a confronto con la vostra
sincerità, con il vostro affetto, con la vostra
generosità. Mi avete dato voi quelle emozioni che
prima mi dava Torre Salsa, é come se voi aveste
preso i suoi profumi, la sua bellezza, la sua
energia. Che fortuna averti incontrato! Non ho mai
capito come mai il buon Dio nella mia vita mi ha
sempre affiancato a persone "grandi" nella
semplicità umana/materiale... Quando ti va di venire
a Torre salsa, non devi chiamare, Torre Salsa è
anche tua. Per la tua generosità non ho parole... li
conserverò per fare qualcosa d'importante per la
nostra Torre Salsa. |
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4 aprile 2006 |
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Finché sarò in vita darò
il massimo ovunque mi trovo. |
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13 settembre 2003 |
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...Solo sapendo
osservare e ascoltare gli altri, le cose e
dentro di se, che si cresce. Siamo tutti in
viaggio e guai a pensare di essere arrivati. E
poi a me piace illudermi, sognare...proprio come
dice Renato Zero in una delle sue canzoni "è
meglio fingersi acrobati che sentirsi dei nani"
ma con umiltà. |
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8
maggio 2001 |
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Per chi svolge questa
professione, la cosa indispensabile é la
passione. E' questa che ti da quel qualcosa in
più e che ti consente, a fronte di incredibili
sacrifici, di tirare avanti con grande fiducia e
amore per quello che fai... |
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novembre 1997 |
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Da bambino, il mio
luogo di gioco preferito era la foce del fiume
Salso, un posto selvaggio e pericoloso ma tanto
affascinante. Io e altri coetanei, ogni anno,
costruivamo una zattera di legno e affrontavamo
la traversata da una sponda all'altra.
Raccoglievamo le tartarughe palustri che
popolavano in abbondanza le rive del fiume;
osservavamo i pescatori all'opera; i guizzi
delle Anguille; i nidi dei Fratini e delle
Pernici di mare; ascoltavamo i versi degli
Occhioni, dei Gruccioni e dei Corrieri piccoli.
La zona della Playa era un'immensa palude, una
zona umida vero paradiso per l'avifauna
stanziale e migratrice.
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